venerdì, 26 maggio 2006

Tutto liscio, oltre ogni più rosea previsione. Poche domande, valigia chiusa, un paio di "strisciate" per gli esplosivi, nulla più. Quasi una delusione... Per lo meno mi hanno appioppato un bel bollino viola, il secondo nella scala della potenziale pericolosità. Queste sì che sono soddisfazioni. Ma la cosa più buffa è lo sguardo che ti regala il turista americano, canadese, italiano, francese o di casa quando nota te e il tuo bel patch violetto, mentre a lui è stata riservata la corsia preferenziale azzurra o verde. Ti immagini cosa sta pensando in quel momento: "Oddio, speriamo non sia sul mio volo". O sono solo proiezioni, non saprei.

Mi spiace lasciare la città che mi ha ospitato fin qui. Mi spiace lasciare la compagnia dei due amici che rimangono. Mi spiace lasciare le persone che ho conosciuto in questi pochi giorni. Ma tant'è. Forse ad ottobre ritorno...
Inshallah.

postato da: spep alle ore maggio 26, 2006 15:05 | Permalink | commenti (1)
categoria:amici, sguardi, bollini, inshallah
lunedì, 22 maggio 2006

No, non è come pensate voi. Non ho incontrato una mia amica tedesca. Trattasi invece della Petra giordana, meta lunga del nostro fine settimana corto. Un viaggio niente male, tappa a mollo nel Mar Rouge - non ditelo a nessuno, ma abbiamo scroccato ingresso, lettini e pure il noleggio di maschera e boccaglio (qualità non eccelsa, ho ingerito talmente tanta acqua di mare che alla dogana mi hanno fatto storie per esportazione di beni naturali).

Il day-trip to Petra ci ha regalato incontri strani e interessanti. Persone che si mantengono giovani perchè riescono ancora a farsi sorprendere, come il nostro tassista, che a cinquant'anni si fa sorprendere da ogni curva dei 140 km da Aqaba a Petra. Sconsigliato. O come i ragazzi del CleoPetra, fantastico nome per un fantastico hotel con fantastici ospiti e fantastica atmosfera. Un po' meno fantastiche sono le camere, tutte con doppi servizi: nel senso che anche la camera è un cesso. Ma che vuoi fare, ninguno es perfecto, come dice Mohammed, giovane ristoratore giordano nato in Corea da papà svedese e madre indiana, fortunatamente sottotitolato in inglese per noi poveri turisti: ottima cucina antivegetariana a basso impatto digestivo.

Urca, a cincischiare sui dettagli quasi dimenticavo di Petra: se fosse la mia amica tedesca di cui vi dicevo, sarebbe una gran bella ragazza... Ma parlare di una bellezza quasi "sacra" mal si abbina al tono triviale di questo post. Lascio ogni racconto ad un possibile incontro.

E ora... Falafel!

postato da: spep alle ore maggio 22, 2006 18:18 | Permalink | commenti
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giovedì, 18 maggio 2006

Wow. Sembra che funzioni. Ecco un paio di foto di questi primi giorni.

postato da: spep alle ore maggio 18, 2006 11:58 | Permalink | commenti
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mercoledì, 17 maggio 2006

Dal Manifesto del 16 maggio 2006.

"Non cuocerai l'agnello nel latte di sua madre, è scritto nel libro sacro. Non trasformerai la madre della vittima in complice del macellaio di suo figlio. Accusare Israele di affamare la Palestina usando la scritta nazista del campo di sterminio di Auschwitz è cuocere l'agnello nel latte della madre. Non si può prendere la sigla del peggior crimine dell'umanità e rivoltarlo contro i discendenti delle vittime. Ma è stato fatto, per leggerezza o per insulto. Fame è una parola gigantesca, la riduzione al gradino più basso della dignità umana. La chiusura intermittente dei varchi di Eretz Israel non è fame. Dopo l'attentato di Tel Aviv sono rimasti serrati per ventiquattr'ore. Le migliaia di operai palestinesi che non lavorano più in Israele non è fame. Un muro che separa, fa male ma non è fame. Le serre degli insediamenti ebraici smantellati a Gaza sono state distrutte dalla proprietà palestinese reintegrata nei suoi territori. Non è mossa di fame. La legittima elezione di Hamas al governo della Palestina ha delle conseguenze internazionali come il taglio dei fondi di paesi esteri ma non è assedio, non è Sarajevo. La fame annunciata dalla vignetta su «Liberazione» di qualche giorno fa niente ha a che vedere con «Arbeit macht frei» all'ingresso di Auschwitz. Da lì passarono i condannati allo sterminio. Il copyright su quella scritta appartiene ai nazisti. Nessuno può staccarlo dal luogo capitale dell'infamia e appiccicarlo per polemica sull'uscio di qualcuno, tanto meno l'uscio di Israele. E' triste quando l'intelligenza e la compassione di persone vicine si inceppano e procurano un torto anziché un sollievo. Quel luogo è un nervo scoperto della storia da migliaia di anni. Tre monoteismi, tre fedi esclusive hanno i loro santuari gomito a gomito. E' un punto della geografia da trattare con la cautela dell'artificiere che manovra per disinnescare la carica, non per accenderla."

postato da: spep alle ore maggio 17, 2006 16:43 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 17 maggio 2006

Ristoro. Per il corpo e oltre. Una serata, a ovest. Lontana dai giorni nei territori. Fa freddo ma la sera riserva calore, piacevole senso di presenza. Con quattro compagni attenti, con occhi grandi. Tra le vie ortodosse occhiate schive, una chiesa che accoglie i visitatori scalzi sui tappeti stesi a terra, racconti di quotidiano nel gruppo itinerante. Molti sorrisi tra piatti enormi e foto buffe appese alle pareti, qualche libro (cercherò La mia guerra all'indifferenza), i fumetti (oddio, Chloe) e le musiche dell'Uganda, molto da e riportare a casa (?). La strada è vuota solo da qualche ora mentre schiviamo le buche con la nostra auto. La rotonda non dà segni di vita, qualche randagio finalmente libero e l'ultimo chiosco di Kebab chiude le imposte. sssshhh.

postato da: spep alle ore maggio 17, 2006 14:01 | Permalink | commenti
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giovedì, 11 maggio 2006
In questi giorni anche il nostro progetto è - indirettamente - coinvolto dal blocco dei finanziamenti al governo. Già, perchè da oggi molti insegnanti saranno in sciopero per il mancato ricevimento dei salari e non potranno seguire la fase attuale delle attività previste. Sono giustamente impegnati su un altro fronte. Ma il nostro cinismo vuole che si vada avanti.

Una ragazza di 22 anni è stata arrestata ieri dalla polizia militare che ha varcato i confini nazionali per prelevarla dalla sua casa.  E' studente presso una delle università partner del progetto, il suo tirocinio si stava svolgendo nel suo piccolo villaggio, 30 km a ovest di qui, in una scuola partner del progetto... Non si hanno notizie di lei o del luogo in cui è detenuta.

Nella striscia la situazione è critica, così come è grave nella valle del Giordano: il blocco dei finanziamenti investe anche l'approvvigionamento delle risorse primarie (al contrario di quello che noi europei ci ostiniamo a sostenere in tutte le occasioni mediaticamente importanti); rischiano di dover interrompere le loro attività anche alcuni centri locali per la dialisi.


postato da: spep alle ore maggio 11, 2006 15:16 | Permalink | commenti
categoria:casa, aiuto, cinismo
sabato, 06 maggio 2006

Oggi giornata strana. Sabato, un bellissimo sole di maggio. Qualche indugio su cosa fare. "Poi vedo" - mi sono detto - e sono uscito all'aria fresca del mattino. Se avessi avuto un lettore Mp3 avrei ascoltato questa.

Ma non l'avevo, e così ho sentito i suoni di una città complessa e stanca e silenziosa e tesa e festosa e chiassosa. Il lamento al muro degli studiosi della Torah; le grida di chi cerca di attirare l'attenzione per venderti foglie di vite o il vestito per la festa; i clacson dei servis taxi che chiamano a raccolta i pendolari; le ubique sirene della polizia e dell'esercito.  Un insieme armonioso di voci dissonanti.

 

postato da: spep alle ore maggio 06, 2006 21:09 | Permalink | commenti (1)
categoria:your hand in mine
giovedì, 04 maggio 2006

Allora, vediamo... Direi che comincio da qui: al momento della partenza dall'aeroporto di origine (nel mio caso Venezia) io ho chiesto se il tempo tra l'arrivo a Vienna e la partenza per la destinazione finale fosse sufficiente al trasbordo del bagaglio. Mi è stato detto che a Vienna sarebbe comunque stato più macchinoso riprendere la valigia e fare di nuovo check-in, quindi ho optato per il check-in da Venezia fino a destinazione finale.
Alla frontiera non ci sono stati grossi intoppi: il laptop è passato senza problemi, consiglio di portarlo.
Elementi che portano ad un qualche rallentamento nelle operazioni di ingresso alla frontiera aeroportuale possono essere il timbro di un qualche paese arabo sul passaporto o la dichiarazione sul "vistino" che occorre compilare in aereo per le formalità: ad esempio la mancanza di indicazioni circa il motivo di permanenza, la durata del soggiorno, l'indirizzo di un riferimento alberghiero, ecc.
Il trasferimento dall'aeroporto all'albergo è avvenuto tramite taxi collettivo, o shuttle service, van da 9 posti, mercedes sprinter o simili. La durata del trasferimento è di 40 minuti, per un costo di ca. 10 $. Il viaggio del "nostro" van è stato particolarmente interessante, in quanto gli occupanti hanno chiesto di scendere in diverse parti della città, offrendomi una prima impressione sulla complessità del luogo.
Continua - 2

postato da: spep alle ore maggio 04, 2006 10:11 | Permalink | commenti (4)
categoria:formalità, check-in
mercoledì, 03 maggio 2006

The arrival
Il mio arrivo è stato sufficientemente tranquillo, sufficientemente perchè la polizia di confine non ha apprezzato particolarmente il mio viaggio in Marocco... credo che all'agente che scrutava il mio passaporto non sia mai piaciuto il Tajine col Cous-Cous.
Il mio Hotel è spartano, i pasti frugali, la compagnia pellegrina - nel senso che l'albergo ospita esclusivamente over settantenni in visita alle maggiori sacralità della zona.
Qui c'è un gran caldo durante le ore centrali della giornata, fresco alla mattina e alla sera. Non ho portato le calze invano, fortunatamente; sto comunque cercando dei sandali. Qui c'è una contro-inflazione incredibile (credo si dica deflazione): dall'inizio della missione i prezzi al dettaglio alla Casa del sandalo vicino all'albergo sono calati incredibilmente; all'inizio il signore del negozio mi ha chiesto circa 40 dollari per un paio di sandali francescani. Ieri sera mi ha rifermato dicendo che venivano 28 dollari; stamane erano 35 dollari per due paia, stasera mi sa che fiuto l'affarone.
Continua...

postato da: spep alle ore maggio 03, 2006 16:53 | Permalink | commenti (1)
categoria:sandalo, cous-cous, deflazione
mercoledì, 03 maggio 2006
Primo post. O ultimo ante.
Bene, cari co-missionari. Ho pensato di bloggare anch'io per pubblicare link utili, consigli pratici, racconti patetici ad esclusivo uso esterno. Attenzione a non ingerirne troppi.
Vediamo se il blog è tossico.
postato da: spep alle ore maggio 03, 2006 15:23 | Permalink | commenti
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